Il nostro concetto

Le specialità regionali italiane

Le specialità regionali italiane nascono dalle varie influenze etniche di chi ha governato i territori nella storia d'Italia e dalla varietà di prodotti locali che sono soggette al differente clima.

Il territorio italiano è costituito da ogni tipo di paesaggio e quindi di risorsa, une esempio è dato dalla pianura padana ricca di acqua dove si è potuto coltivare il riso (L'Italia è l'unico paese europeo a produrre questo cereale), ed in particolare nel nord-ovest tra il Piemonte e la Lombardia; oppure di grano saraceno nelle valli delle Alpi, di mais nel nord-est tra la Lombardia e il Veneto, di grano duro al nord , al centro , al sud e nelle isole.

Isole come la Sardegna e la Sicilia, già all'epoca dell'impero romano, fornivano due raccolti di grano all'anno.
Il territorio e il clima, hanno dotato la penisola di ogni risorsa commestibile, dal mare il pesce, i crostacei, i molluschi ecc. ; la campagna ogni tipo di pastorizia e allevamento come i suini, i bovini, gli ovini, gli equini, ecc.; i laghi e le lagune, i fiumi e i boschi, hanno dato prodotti alternativi che permettevano all'uomo di nutrirsi in ogni stagione.

Il territorio, gastronomicamente parlando, ha suddiviso l'Italia in “macro-regioni” dove il cibo veniva preparato e conservato a seconda delle risorse, del metodo e della stagione, in queste “macro-regioni” le ricette si possono assomigliare e hanno un criterio di nutrizione che segue la stessa tradizione.

Un esempio può essere fatto con il centro Italia, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Umbria, dove la pastorizia era prevalentemente ovina e quindi si ritrovano piatti a base di carne di capra e pecora, cosi come i formaggi, tra l'altro tra i più saporiti dell'arte casearia italiana, ma anche di selvaggina; queste regioni vantano i migliori salumi con carne di cinghiale…..

Le lagune, che più o meno sono presenti su tutto il territorio, hanno fornito l'uomo di cibo alternativo come i mitili, le vongole, le ostriche, ecc, che oggi sono coltivabili e vantano parecchie ricette in tutte le regioni conosciute nel mondo.
Infine le influenze culturali di chi nella storia ha conquistato le terre della penisola, hanno lasciato un'impronta di sapori tra i più diversificati, dall'agro al dolce al salato al piccante.

L'uso del sesamo sul pane e nei dolci, nelle regioni del sud e nelle isole, spiega l'impronta lasciata dai mediorientali (Saraceni, Fenici, Turchi, ecc.); di cannella e noce moscata nel Triveneto (i Veneziani erano mercanti di spezie che dall'Asia portavano in tutta Europa); ma anche l'uso di cuocere vivande nel vino e di conservare salumi tipico del Piemonte, chiara influenza francese nella gastronomia di questo territorio (il brasato e il salame di asino, cervo e altra selvaggina conservati nel vino).

Infine si devono menzionare anche prodotti di origine extra europea , tra cui i pomodori, il mais, gli agrumi, ecc., che sul suolo della penisola hanno assunto sapori inediti e innesti nuovi che hanno generato qualità e ricette di sapori variegati; il pomodoro San Marzano del napoletano assume uno speciale sapore grazie al suolo vulcanico; il mais cotto “a polenta” ha offerto un modo inedito di nutrirsi di questo cereale; la “clementina, il mandarancio e il mapo”, sono innesti tra varie specie di agrumi originari dell'Asia che in terra calabra ha generato nuovi frutti tra i più apprezzati.

Un'ultima menzione va data anche ai frati di vari ordini, Benedettini e Francescani in particolare, che su tutto il territorio hanno sempre ricercato erbe e piante selvatiche ad uso medicinale e culinario, sperimentandone sapori e proprietà, scrivendone testi scritti e soprattutto concependo la nutrizione in forma medica; pochi paesi hanno la tradizione di usare il tarassaco come “verdura” da pasto, l'ortica con cui si possono fare gnocchi, pasta, pane e biscotti, e il basilico che da pianta ornamentale i genovesi ne hanno fatto un condimento famoso in tutto il mondo: il Pesto.

Insomma l'Italia è un territorio sorprendente per la ricchezza dei sapori, per le differenti modalità di cottura e preparazione, nonché di accostamenti tra ingredienti vari e impensati in altre culture.

Questo scritto è un invito a scoprire una gastronomia concepita con proprietà nutrizionali, medicinali e piacevoli al palato, che questa terra non si stancherà mai di creare, sempre alla ricerca di stupire e farsi apprezzare.

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