Storia

Sono venuto in Grecia la prima volta nel 1976. Avevo 17 anni ed è stato un colpo di fulmine.

I colori, i profumi, il mare e i paesaggi mi sono sembrati immediatamente famigliari. Ma ciò che mi ha conquistato il cuore è il popolo greco.

“Una faccia una razza”, mi ripetevano continuamente. E ancora non avevo scoperto quanti elementi di questa terra ci avvicinavano nello stesso modo.

Facendo parte delle ultime isole che desideravo visitare della Grecia, Andros mi ha colpito per le sue qualità difficilmente percettibili dal turismo estivo e superficiale, orientato verso le spiagge, il sole e il mare, che non approfondisce la conoscenza delle particolarità che identificano l'isola.

Andros è praticamente un'isola occultata al turismo di massa, sia dagli ateniesi, che se la godono quasi esclusivamente, sia dai ricchi armatori della storia della marina greca, ai quali Andros ha dato i natali.

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La prima cosa che si nota, è la ricchezza d'acqua di cui l'isola dispone. “Ydroussa” è il suo antico nome; vallate con torrenti che formano cascate e laghetti per finire su ampie spiagge bianche e vergini; mucche al pascolo su crinali verdeggianti, pianure coltivate dagli agricoltori delle più ricche varietà di prodotti dell'orto e cereali. Cose degne di nota per un'isola delle Cicladi, dalle quali non ci si attende molto.

E la ciliegina sulla torta: una sorgente d'acqua minerale ricca di oligoelementi, imbottigliata e venduta su tutto il territorio nazionale.

Una seconda visita, una terza. E' alla quarta visita che il mio occhio registra le specificità dei prodotti locali in perfetta risonanza con la tradizione culinaria della mia patria.

Le domande mi vengono naturalmente: come sarebbe una “Pasta con le sarde”, elegante e umile ricetta palermitana, con dei prodotti locali? E una “Putanesca”? O un “Pesto trapanese”?

La decisione di aprire il solo ristorante italiano originale dell'isola, vuole essere un omaggio al popolo di Andros e ad Andros stessa e un atto d'amore per la cucina regionale italiana.

Con il gusto dei prodotti locali, si ritrova l'autenticità e la freschezza che si sono dimenticate nella più parte dei ristoranti italiani nel mondo.

La scelta del nome del ristorante, “Il Tricolore”, suona patriottico, ma deve essere inteso soprattutto dal punto di vista gastronomico.

E' evidente che la maggior parte dei piatti della nostra cucina più apprezzati al mondo, sono di colore Rosso, Bianco e Verde..........

La cucina italiana è conosciuta da tutti. Ma pochi hanno coscienza e conoscenza del numero e varietà di pasta fresca e di ricette regionali che si possono scoprire soltanto andando in Italia.

Sardine appena pescate, melanzane, “dopio” formaggio prodotto sull'isola molto simile alla nostra ricotta, pomodori secchi, capperi, origano, olio d'oliva e tante altre cose, aggiunte al mio amore per la cucina REGIONALE italiana, hanno creato l'alchimia per questa magica pozione chiamata : « Il Tricolore Andros ».

Silvio Cerutti